Romosozumab, farmaco sviluppato da UCB in collaborazione con Amgen, ha ottenuto da Aifa la rimborsabilità per il trattamento dell’osteoporosi severa in donne in post-menopausa ad alto rischio di frattura.

Maurizio Rossini, direttore Unità Operativa Complessa di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona spiega come agisce romosozumab e perché rappresenta una novità terapeutica importante per la cura dell’osteoporosi e la prevenzione delle fratture.

Iacopo Chiodini, presidente della SIOMMMS, società italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo minerale e della Malattie dello scheletro spiega cosa sono le fratture da fragilità e perché differiscono da quelle traumatiche. Si tratta di una patologie con un alto impatto sociale e un alto costo per il servizio sanitario nazionale. Chiodini spiega perché romosozumab rappresenta una novità importante per il contrasto all’osteoporosi e la prevenzione delle fratture da fragilità.

Nel 2019 in Italia i nuovi casi di frattura da fragilità sono stati 568.000. Per chi si frattura c’è poi, oltre a un drastico peggioramento della qualità di vita, c’è un alto rischio di una nuova frattura. Un problema sanitario di queste dimensione coinvolge direttamente anche la medicina di famiglia. Maria Luisa Brandi, Presidente FIRMO, Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso e OFF, Osservatorio Fratture da Fragilità, parla di un importante progetto di formazione che ha coinvolto anche medici di famiglia.

Tiziana Nicoletti, Responsabile Coordinamento Associazioni Malati cronici e rari Cittadinanzattiva APS spiega quali sono le difficoltà che deve affrontare una persona con una frattura da fragilità, a partire dal riconoscimento dell’origine della patologia, all’accesso alle cure, in un percorso corretto che deve partire dal medico di famiglia.