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La salute cardiovascolare diminuisce il rischio di artrosi

Una migliore salute cardiovascolare si associa a un rischio significativamente più basso di sviluppare artrosi. È questa la principale conclusione di un’ampia analisi, illustrata su “RMD Open”, condotta su oltre 100.000 partecipanti della UK Biobank, che suggerisce come l’ottimizzazione dello stato di salute cardiovascolare possa rappresentare una strategia rilevante anche nella prevenzione dell’artrosi. Lo studio indica inoltre che questa associazione è influenzata dall’età biologica e potrebbe essere mediata da specifici percorsi proteici coinvolti nel metabolismo, nell’infiammazione e nel rimodellamento dei tessuti.

I ricercatori hanno valutato 102.794 persone prive di artrosi al basale, utilizzando il punteggio Life’s Essential 8 (LE8), un indicatore multidimensionale della salute cardiovascolare basato su otto componenti e con valori compresi tra 0 e 100. Durante un follow-up mediano di 13,1 anni sono stati registrati 15.984 nuovi casi di artrosi.

L’analisi ha evidenziato che i partecipanti appartenenti al quartile più elevato di LE8 presentavano un rischio di sviluppare artrosi inferiore del 32% rispetto a quelli nel quartile più basso (HR 0,68; IC 95% 0,64-0,71). L’associazione è risultata coerente anche considerando separatamente le principali sedi della malattia, con una riduzione del rischio per l’artrosi del ginocchio (HR 0,56), dell’anca (HR 0,72) e della mano (HR 0,57). Inoltre, ogni incremento di una deviazione standard del punteggio LE8 è risultato associato a una riduzione del rischio di artrosi del 14% (HR 0,86; IC 95% 0,84-0,87).

Lo studio mostra anche che il beneficio associato a un migliore profilo cardiovascolare è più marcato nei soggetti con un’età fenotipica più giovane, suggerendo che l’invecchiamento biologico possa modulare questa relazione.

Un punteggio di rischio proteico

Per approfondire i possibili meccanismi biologici alla base dell’associazione osservata, gli autori hanno analizzato il profilo proteomico plasmatico in un sottogruppo di partecipanti. Sono state identificate nove proteine associate sia al punteggio LE8 sia al rischio di artrosi, tra cui il fibroblast growth factor 21 e l’insulin-like growth factor-binding protein 1. A partire da queste proteine è stato costruito un punteggio di rischio proteico, che ha mostrato un’associazione positiva graduale con il rischio di sviluppare artrosi.

Nel complesso, i risultati rafforzano l’ipotesi che una migliore salute cardiovascolare sia associata a una sostanziale riduzione del rischio di artrosi e suggeriscono che percorsi biologici legati al metabolismo, all’infiammazione e al rimodellamento tissutale possano contribuire a spiegare questa relazione.