
Herpes zoster nei pazienti reumatologici: il vaccino ricombinante conferma efficacia e sicurezza
Nei pazienti con malattie reumatiche infiammatorie, il vaccino ricombinante adiuvato contro l’herpes zoster (RZV) si conferma uno strumento efficace e generalmente sicuro anche in presenza di immunosoppressione. È questa la conclusione principale di una review, firmata su “RMD Open” da Marco Krasselt dell’Università di Lipsia, in Germania, che sintetizza le evidenze più recenti su efficacia, durata della protezione e rischio di flare autoimmuni dopo vaccinazione, tema particolarmente rilevante nella pratica clinica reumatologica.
I pazienti con malattie reumatiche infiammatorie presentano infatti un rischio significativamente aumentato di herpes zoster, legato sia alla disregolazione immunitaria di base sia all’impiego di terapie immunosoppressive. Il rischio appare particolarmente elevato nei soggetti trattati con glucocorticoidi ad alte dosi, biologici DMARD e inibitori delle Janus chinasi.
Elevata efficacia preventiva
Secondo i dati disponibili, il vaccino RZV ha dimostrato un’elevata efficacia preventiva negli adulti anziani, mantenendo una protezione duratura per almeno dieci anni. Le evidenze emergenti nei pazienti immunocompromessi, comprese le coorti reumatologiche, suggeriscono inoltre una protezione clinicamente rilevante accompagnata da un profilo di sicurezza considerato accettabile.
Tra gli studi più recenti figurano trial randomizzati controllati che hanno mostrato la non inferiorità del vaccino rispetto al placebo rispetto al rischio di flare a breve termine nei pazienti con malattie reumatiche infiammatorie in terapia immunosoppressiva stabile. Parallelamente, dati di real world hanno evidenziato una marcata riduzione delle recidive di herpes zoster dopo vaccinazione, stimata intorno al 95%, con pochissime riacutizzazioni di malattia e senza eventi avversi gravi correlati al vaccino.
Elementi di cautela
Non mancano tuttavia elementi di cautela. Un’analisi di farmacovigilanza condotta su 920 pazienti con malattie autoimmuni ha identificato un’incidenza di flare dell’8,5% e un odds ratio di segnalazione triplicato per riacutizzazioni post-vaccino, soprattutto nel lupus eritematoso sistemico. Un dato che, secondo gli autori, non dovrebbe scoraggiare la vaccinazione, ma piuttosto rafforzare la necessità di un monitoraggio clinico a breve termine e di un counselling accurato dei pazienti.
Alla luce delle nuove evidenze, le principali società scientifiche internazionali — tra cui EULAR, American College of Rheumatology, ACIP/CDC e diversi organismi nazionali — raccomandano oggi la somministrazione di due dosi di RZV negli adulti con malattie reumatiche infiammatorie a rischio aumentato di herpes zoster, inclusi molti pazienti in trattamento con immunosoppressori potenti.
La review propone infine una strategia vaccinale pratica per la gestione reumatologica e richiama l’attenzione sulle aree che necessitano ancora di ulteriori studi, in particolare riguardo al rischio di flare vaccino-correlati nelle diverse patologie autoimmuni.


