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Fibromialgia, il CReI: “Serve una vera presa in carico dei pazienti”

In occasione della Giornata Mondiale della Fibromialgia, il Collegio Reumatologi Italiani (CReI) richiama l’attenzione sulla necessità di garantire una reale presa in carico dei pazienti affetti da fibromialgia, superando quella che definisce “solitudine terapeutica”. Secondo il CReI, il problema oggi non è più soltanto riconoscere la malattia, ma assicurare percorsi assistenziali continui, coordinati e accessibili.

Nonostante la fibromialgia sia stata inserita nei nuovi LEA con il codice di esenzione 068 per le forme più severe, persistono forti disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure. A seconda della regione, infatti, cambiano tempi di attesa, disponibilità di servizi e possibilità di seguire percorsi multidisciplinari adeguati. Molti pazienti continuano quindi a rivolgersi a diversi specialisti senza un coordinamento clinico efficace.

Il Collegio sottolinea la necessità di sviluppare reti territoriali multidisciplinari che includano reumatologi, fisioterapisti, psicologi e specialisti della terapia del dolore, evitando che l’assistenza resti concentrata solo nei grandi centri ospedalieri. Centrale anche il tema della continuità assistenziale e della personalizzazione dei percorsi di cura.

Tra le priorità indicate figurano inoltre la formazione dei medici del territorio, lo sviluppo della telemedicina e il sostegno alle famiglie e ai caregiver, spesso coinvolti in modo significativo nella gestione quotidiana della malattia.

Secondo il CReI, il paziente fibromialgico ha bisogno di un sistema sanitario capace di accompagnarlo nel tempo, preservando autonomia, funzione e qualità di vita, attraverso un approccio realmente integrato e centrato sulla persona.