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L’assunzione di calcio con la dieta mitiga il rischio di cadute in adulti e anziani

Un basso apporto di calcio alimentare si associa ad un aumento del rischio di andare incontro a cadute negli adulti di mezza età e anziani. A queste conclusioni giunge uno studio da poco pubblicato sul Journal of Nutrition, Health and Aging da ricercatori giapponesi, condotto con un follow up di 5 anni su una popolazione di adulti e anziani sopra i 40 anni (età media 63,1 anni) non istituzionalizzati. L’analisi cross-sectional ha incluso 38.566 partecipanti e l’analisi longitudinale 24.066.

L’assunzione di calcio è stata registrata attraverso la somministrazione di questionari sulle abitudini alimentari. Outcome principale erano episodi di caduta di qualsiasi natura nell’anno precedente la survey, riportati su questionari autosomministrati.

I dati sono stati analizzati attraverso modelli di regressione logistica multivariata.L’assunzione mediana di calcio è risultata essere 463 mg/die e 577 mg/die rispettivamente negli uomini e nelle donne.

All’analisi cross-sectional è stato osservato che il rischio di cadute era maggiore tra i soggetti con minore apporto di calcio (odds ratio con IC al 95% – nel quartile di assunzione più basso rispetto al quartile più alto 1,29 negli uomini e 1,12 nelle donne).

Il trend è risultato sovrapponibile anche all’analisi longitudinale (odds ratio 1,20 negli uomini e 1,23 nelle donne, nel confronto tra quartile più basso e più alto di assunzione).

In conclusione, gli autori del lavoro sottolineano l’associazione tra calcio e rischio di cadute, evidenziando come un’adeguata assunzione di questo micronutriente possa rappresentare uno strumento efficace per controllare tale rischio