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Congresso AAOS 2026, le nuove frontiere dell’ortopedia

Tecnologie digitali, nuovi materiali e approcci biologici stanno ridefinendo la pratica chirurgica in ortopedia con l’obiettivo di offrire interventi sempre più precisi, meno invasivi e capaci di migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti. Questo lo scenario emerso dal Congresso della Società Americana di Ortopedia (AAOS), che si è svolto dal 2 al 6 marzo a New Orleans (USA).

in questo contesto il livello scientifico dell’ortopedia italiana si conferma fra i più avanzati al mondo. Lo afferma la SIOT, Società italiana di ortopedia e traumatologia, che in un comunicato evidenzia alcune delle più importanti innovazioni presentate al meeting. Il Prof. Pietro Simone Randelli, presidente SIOT, che ha guidato la delegazione italiana al congresso sottolinea:

Il congresso AAOS rappresenta uno dei principali momenti di confronto scientifico internazionale per la nostra disciplina. Anche quest’anno sono emerse innovazioni che stanno cambiando profondamente la pratica clinica: da un lato tecnologie sempre più sofisticate che migliorano la precisione chirurgica, dall’altro un’attenzione crescente alla biomeccanica naturale delle articolazioni e alla biologia dei tessuti, con l’obiettivo di ottenere risultati sempre migliori per i pazienti”.

Protesi del ginocchio

Uno dei temi più discussi al Congresso ha riguardato l’evoluzione del design delle protesi totali di ginocchio, in particolare i sistemi più innovativi a pivot mediale, ideati originariamente dal Professor Michael Freeman. Queste protesi sono progettate per replicare più fedelmente la biomeccanica naturale del ginocchio: durante il movimento, infatti, l’articolazione ha un punto di rotazione stabile nel compartimento mediale del ginocchio, mentre la regione laterale del femore compie un movimento di scorrimento. Riprodurre la biomeccanica del ginocchio umano in modo più fedele grazie alle nuove protesi sta consentendo di ottenere diversi vantaggi.

Negli ultimi anni questo tipo di impianto si sta diffondendo sempre di più nella pratica clinica internazionale, sia negli Stati Uniti che in Europa, con una crescente adozione anche in Italia, grazie ai risultati promettenti in termini di stabilità articolare, funzionalità e soddisfazione dei pazienti. Spiega il prof. Randelli:

Le protesi a pivot mediale rappresentano un’evoluzione importante nella chirurgia del ginocchio. Riproducendo in modo più realistico la cinematica dell’articolazione, consentono una maggiore stabilità e una sensazione di movimento più naturale per il paziente. Inoltre, l’utilizzo sempre più frequente di impianti non cementati che favoriscono l’osteointegrazione potrebbe contribuire a migliorarne ulteriormente la durata nel tempo”.

Protesi d’anca

Un’altra conferma emersa dal congresso riguarda l’evoluzione delle tecniche chirurgiche per l’impianto delle protesi totali d’anca, con la crescente diffusione dell’approccio anteriore mini-invasivo. A differenza degli accessi tradizionali, questo approccio consente di raggiungere l’articolazione attraverso un piano naturale tra i muscoli, che sono i “motori dell’anca”, senza doverli sezionare o distaccare. Commenta Randelli

L’approccio anteriore rappresenta una delle innovazioni più significative nella chirurgia protesica dell’anca degli ultimi anni. Questa tecnica permette di preservare la muscolatura, ridurre il trauma chirurgico e favorire un recupero più rapido, consentendo ai pazienti di tornare prima e meglio alle attività quotidiane e ad una vita più attiva”.

Chirurgia della spalla

Grande attenzione è stata dedicata anche alla chirurgia della spalla con utilizzo di supporti biologici, in particolare di innesti biologici per la riparazione della cuffia dei rotatori. Queste tecnologie utilizzano matrici che fungono da supporto per la rigenerazione dei tessuti e allo stesso tempo rinforzano la riparazione chirurgica dei tendini. Precisa Randelli:

Negli ultimi anni la chirurgia della cuffia dei rotatori sta evolvendo da un approccio puramente meccanico a uno sempre più biologico. L’obiettivo non è soltanto riparare un tendine, ma creare le condizioni perché possa guarire meglio. Gli innesti biologici rappresentano uno degli strumenti più promettenti per migliorare i risultati nei casi più complessi”.

La realtà estesa in chirurgia

Tra le innovazioni più promettenti presentate al congresso vi è anche l’utilizzo delle tecnologie di realtà estesa, che comprendono realtà virtuale (VR), realtà aumentata (AR) e realtà mista (MR). Questi sistemi consentono ai chirurghi di visualizzare modelli tridimensionali dell’anatomia del paziente direttamente durante l’intervento, migliorando la precisione nella riduzione delle fratture e nel posizionamento degli impianti.

In alcune applicazioni di realtà mista, come nei sistemi di navigazione digitale sviluppati negli ultimi anni, diventa possibile eseguire procedure di sintesi delle fratture riducendo significativamente l’uso intraoperatorio dei raggi X, diminuendo l’esposizione a radiazioni sia per il paziente sia per l’équipe chirurgica. Secondo Randelli:

La chirurgia ortopedica sta entrando nell’era della chirurgia digitale. L’integrazione tra imaging avanzato, ricostruzioni tridimensionali e realtà aumentata consentirà interventi sempre più precisi e personalizzati, migliorando la sicurezza e i risultati clinici”.