
Valutazione posturale, modelli 3D a supporto delle decisioni cliniche
La valutazione posturale fornisce informazioni preziose non solo per il corretto inquadramento clinico di diverse patologie, ma anche per la prevenzione di possibili eventi traumatici, come ad esempio le cadute, in soggetti a rischio. Le nuove tecnologie hanno avuto un impatto considerevole sulle modalità di esecuzione strumentale di questo esame, aprendo anche nuove prospettive per i successivi interventi terapeutici. Ne parliamo con Luca Molinaro, ingegnere biomedico e professore a contratto presso l’Università eCampus.
Professor Molinaro, le nuove tecnologie come hanno cambiato le modalità di esecuzione di una valutazione posturale e le informazioni che si possono ottenere da questo test?
Negli ultimi anni la valutazione posturale ha compiuto un salto tecnologico significativo grazie all’introduzione di sistemi di acquisizione tridimensionale, sensori ottici e algoritmi di intelligenza artificiale. In passato molte analisi si basavano prevalentemente sull’osservazione clinica e, nei casi più complessi, su esami radiografici. Oggi disponiamo invece di strumenti che consentono di acquisire in pochi secondi un modello tridimensionale completo del paziente, senza esposizione a radiazioni e in modo completamente non invasivo.
Tecnologie come Spine 3D permettono di ricostruire l’assetto corporeo nel suo insieme, analizzando non solo la colonna vertebrale ma anche bacino, arti inferiori, allineamenti e compensazioni funzionali. L’integrazione tra sensori ottici, tecnologia LiDAR e reti neurali consente di individuare automaticamente i principali riferimenti anatomici e di produrre parametri quantitativi oggettivi e ripetibili.
L’aspetto più innovativo è probabilmente la possibilità di costruire una vera e propria rappresentazione digitale del paziente. Non si tratta più di una semplice fotografia della postura, ma di un modello che può essere confrontato nel tempo, consentendo di monitorare l’evoluzione di una condizione, valutare l’efficacia di un trattamento e supportare decisioni cliniche sempre più personalizzate.
Qual è il valore di questo esame per il quadro generale della salute del paziente e per obiettivi più specifici, come ad esempio la prevenzione delle cadute?
La postura rappresenta un indicatore estremamente importante dello stato funzionale di una persona. Alterazioni dell’equilibrio corporeo possono riflettersi sulla qualità del movimento, sull’autonomia, sul dolore e, soprattutto nella popolazione anziana, sul rischio di cadute.
Le evidenze scientifiche più recenti mostrano come alcuni parametri posturali, in particolare quelli legati all’equilibrio sagittale della colonna vertebrale, siano strettamente correlati alle capacità funzionali della persona. Un aumento dell’inclinazione in avanti del tronco, ad esempio, è associato a una maggiore instabilità, a limitazioni nelle attività quotidiane e a un incremento del rischio di cadute.
Per questo motivo la valutazione posturale non deve essere vista soltanto come uno strumento per identificare problemi muscolo-scheletrici, ma come un elemento utile all’interno di una strategia più ampia di prevenzione. La possibilità di effettuare controlli ripetuti e non invasivi consente di intercettare precocemente variazioni dell’assetto corporeo e di intervenire prima che queste si traducano in perdita di autonomia o peggioramento della qualità della vita.
In una società caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione, disporre di strumenti che permettono di monitorare nel tempo l’equilibrio posturale assume quindi un valore sempre più rilevante sia dal punto di vista clinico sia da quello della prevenzione.
Una valutazione posturale è spesso seguita da un programma riabilitativo. Le nuove tecnologie possono aiutare anche nel monitoraggio dell’aderenza alle prescrizioni e dei risultati ottenuti dall’intervento terapeutico?
Certamente, se in passato la tecnologia si fermava sostanzialmente alla fase di raccolta dati, oggi stiamo assistendo alla nascita di ecosistemi digitali in grado di collegare la valutazione, l’attività fisica e il monitoraggio in un unico percorso integrato.
Uno dei principali problemi della riabilitazione è sempre stato il periodo che intercorre tra una visita e la successiva. Il professionistaindica un programma di attività fisica domiciliare, ma spesso dispone di poche informazioni su quanto il paziente li esegua realmente, con quale regolarità e con quali difficoltà. Questo limita la possibilità di intervenire tempestivamente e riduce l’efficacia complessiva del percorso.
Per rispondere a questa esigenza è stata sviluppata Spine3D Home, una piattaforma che estende il valore clinico della valutazione posturale oltre i confini dello studio professionale. Dopo l’analisi effettuata con Spine 3D, il professionista può costruire e personalizzare un piano di attività fisica che viene reso disponibile al paziente tramite un’app dedicata.
L’utente accede a esercizi guidati attraverso video, istruzioni dettagliate e indicazioni operative che facilitano una corretta esecuzione a domicilio. Parallelamente il professionista dispone di una dashboard che permette di monitorare in tempo reale l’aderenza agli esercizi posturali, verificare le sedute completate, individuare eventuali interruzioni del percorso e raccogliere feedback direttamente dal paziente.
Un aspetto particolarmente interessante è la possibilità di mantenere un dialogo continuo trala persona e il professionista. Attraverso il sistema di messaggistica integrato il professionista può ricevere segnalazioni, chiarire dubbi e modificare il programma di eserciziquando necessario, senza attendere il controllo successivo.
L’obiettivo non è sostituire il rapporto umano che rimane centrale nel percorso riabilitativo, ma rafforzarlo attraverso strumenti digitali che consentono di seguire la persona in modo più continuo e personalizzato. In questo modo la valutazione posturale diventa il punto di partenza di un processo dinamico in cui monitoraggio, esercizi posturali e follow-up sono strettamente collegati, con potenziali benefici sia sull’aderenza alle indicazioni sia sul benessere della persona nel lungo periodo.


