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Artrite reumatoide e JAK inibitori: glucocorticoidi e età incidono sulla persistenza in terapia

Nei pazienti con artrite reumatoide trattati con JAK inibitori, l’impiego cronico concomitante di glucocorticoidi e l’età sembrano identificare due differenti profili associati alla sospensione della terapia: il primo per mancanza di efficacia, il secondo per reazioni avverse. È quanto si legge in un articolo apparso su “RMD Open” che illustra uno studio retrospettivo basato sul registro multicentrico JAGUAR, nel quale queste associazioni si riflettono sulla persistenza in trattamento fino a quattro anni.

L’analisi ha incluso complessivamente 435 episodi di trattamento con JAK inibitori: 118 con tofacitinib, 181 con baricitinib, 80 con upadacitinib e 56 con filgotinib. I ricercatori hanno valutato a uno e quattro anni i tassi e le ragioni dell’interruzione, concentrandosi in particolare sulla sospensione per mancanza di efficacia e per reazioni avverse ai farmaci (ADR).

A un anno, il 23,0% dei trattamenti era stato interrotto per mancanza di efficacia, il 17,0% per ADR e il 2,3% per altre ragioni. A quattro anni, le percentuali raggiungevano rispettivamente il 32,9%, il 19,5% e il 5,5%.

Fattori associati alla sospensione della terapia

Un elemento associato alla sospensione per insufficiente efficacia è risultato il trattamento cronico concomitante con glucocorticoidi (p=0,007). Nei pazienti che necessitavano di glucocorticoidi per più di sei mesi, il tasso di interruzione per mancanza di efficacia era del 29,1% a un anno, rispetto al 18,8% tra chi li utilizzava per sei mesi o meno. A quattro anni la distanza aumentava ulteriormente, con tassi rispettivamente del 50,5% e del 32,5%.

Diverso il quadro per le interruzioni dovute alle reazioni avverse, per le quali è emersa un’associazione con l’età (p=0,003). Nei pazienti di almeno 65 anni, il 25,6% dei trattamenti risultava interrotto per ADR a un anno, contro il 14,5% nei pazienti più giovani. A quattro anni le percentuali erano rispettivamente del 35,3% e del 17,4%.

I dati del registro JAGUAR indicano quindi due fattori associati alla persistenza dei JAK inibitori nell’artrite reumatoide: il ricorso cronico ai glucocorticoidi concomitanti si associa a una maggiore probabilità di interruzione per mancanza di efficacia, mentre l’età pari o superiore a 65 anni si accompagna a tassi più elevati di sospensione per reazioni avverse. Due aspetti che, nell’analisi della retention terapeutica, delineano profili distinti nel trattamento a lungo termine.