
Malattia di Still dell’adulto, un confronto tra strumenti per misurare l’attività di malattia
Nella malattia di Still a esordio nell’adulto (AOSD), i punteggi mDAVID (Development and Validation of Disease Activity in AOSD modificato) e mSDAS (Still’s Disease Activity Score modificato) sembrano offrire le prestazioni complessivamente più favorevoli per valutare l’attività di malattia e seguirne l’evoluzione. In particolare, mDAVID ha mostrato una maggiore capacità di cogliere la risposta clinica e i cambiamenti longitudinali, mentre mSDAS si è distinto per una più forte correlazione con il dominio articolare della malattia.
A indicarlo è uno studio condotto in una coorte multicentrica indipendente che ha messo a confronto alcuni dei più recenti strumenti sviluppati per misurare l’attività dell’AOSD: DAVID, SDAS e Still Activity Score (SAS), utilizzando come termine di confronto il Pouchot’s Systemic Score (PSS).
Il confronto tra le scale di valutazione dell’attività di malattia
DAVID e SDAS sono stati impiegati in forma modificata, rispettivamente mDAVID e mSDAS, omettendo le valutazioni globali. La capacità dei diversi strumenti di distinguere la malattia attiva da quella inattiva è stata valutata rispetto al giudizio del medico curante, mentre la responsività e la sensibilità ai cambiamenti nel tempo sono state analizzate con specifiche misure statistiche.
La coorte comprendeva 86 pazienti con AOSD inizialmente attiva, per il 64% donne, con un’età media di 39,4 ± 15,0 anni. Nell’analisi ROC, mSDAS, mDAVID e SAS hanno mostrato una capacità discriminativa sostanzialmente sovrapponibile, con un’area sotto la curva (AUC) rispettivamente di 0,69, 0,68 e 0,68. Più basso il risultato ottenuto con PSS, la cui AUC si è fermata a 0,60.
Le differenze sono diventate più evidenti considerando la responsività, cioè la capacità degli strumenti di riflettere le variazioni dell’attività di malattia. mDAVID ha ottenuto il valore più elevato, con un Cohen’s d di 0,76 (IC al 95%: 0,30-1,20), seguito da mSDAS con 0,61 (IC al 95%: 0,13-1,1). SAS ha raggiunto 0,46 (IC al 95% da -0,01 a -0,90), mentre PSS si è attestato a 0,22 (IC al 95%: da -0,30 a -0,68).
Anche nell’analisi della sensibilità ai cambiamenti longitudinali mDAVID ha fatto registrare il valore più alto, con un R² marginale di 0,65 (IC al 95%: 0,59-0,70). Seguivano mSDAS con 0,61 (IC al 95%: 0,55-0,67), PSS con 0,61 (IC al 95%: 0,54-0,67) e SAS con 0,55 (IC al 95%: 0,45-0,64). Le analisi di sensibilità condotte considerando soltanto i casi con dati completi hanno prodotto risultati simili.
Nel complesso, dunque, mDAVID e mSDAS emergono come gli strumenti con il profilo più favorevole e sostanzialmente comparabile tra le diverse metriche considerate. Se mDAVID appare più responsivo alle variazioni dell’attività di malattia, mSDAS mostra invece una correlazione più forte con la componente articolare, delineando due strumenti promettenti per misurare le diverse dimensioni dell’AOSD.


