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Lo strumento rivela un maggior rischio di fratture osteoporotiche maggiori

Lo strumento di valutazione del rischio di fratture FRAX può aiutare a identificare con maggiore appropriatezza i pazienti con osteoartrosi del ginocchio meritevoli di un intervento farmacologico per l’osteoporosi. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul “Journal of Clinical Medicine” da Bo Young Kim e colleghi dell’Università di Ulsan, in Corea del Sud.

Il rapporto tra osteoartrosi e osteoporosi è controverso. Alcuni studi hanno suggerito che l’osteoartrosi possa avere un effetto protettivo sull’osteoporosi, mentre altri hanno concluso che l’aumento della densità minerale ossea in questi pazienti non riduce il rischio di fratture.

L’obiettivo di questo studio era di valutare la frequenza della frattura osteoporotica ad alto rischio nei pazienti con osteoartrosi del ginocchio confrontando i criteri FRAX con quelli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) basati su valori di BMD misurati con MOC DEXA.

Lo studio, di tipo retrospettivo, ha incluso 239 pazienti coreani di età maggiore o uguale a 50 anni (231 donne, 8 uomini) con osteoartrosi del ginocchio e altrettanti soggetti sani come gruppo di controllo.

Utilizzando i criteri dell’OMS, non vi era alcuna differenza statisticamente significativa nella frequenza dell’osteoporosi basata sui valori di BMD tra i pazienti con osteoartrosi del ginocchio (96 su 239 pazienti, 40,2%) rispetto ai controlli sani (87 su 239 pazienti, 36,4%).

Le probabilità medie di frattura osteoporotica maggiore secondo FRAX, calcolate con e senza BMD del collo del femore, erano rispettivamente 6,9 ​​± 3,8% e 8 ± 3,6%, per i pazienti con osteoartrosi e 6,1 ± 2,8% e 6,8 ± 2,3%, rispettivamente, per controlli sani. Per le fratture dell’anca in particolare, le probabilità medie FRAX calcolate con e senza BMD del collo del femore erano rispettivamente di 2,1 ± 2,4% e 3 ± 2,3%, per i pazienti con osteoartrosi e 1,7 ± 1,8% e 2,4 ± 1,6%, rispettivamente, per controlli sani.

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