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Scoperta una diminuzione della densità minerale ossea dopo l’intervento

Le donne in premenopausa sottoposte a salpingo-ovariectomia bilaterale profilattica sono particolarmente esposte alla perdita ossea postoperatoria. È quanto documentato dai risultati di uno studio pubblicati su “JAMA Network Open” da Joanne Kotsopoulos del Women’s College Research Institute di Toronto, in Canada, e colleghi.

Si tratta di uno studio di coorte retrospettivo su 95 donne (età media di 48,0 anni) con una mutazione BRCA1 o BRCA2 sottoposte a ovariectomia per prevenire il tumore ovarico e migliorare la sopravvivenza globale.

La durata media del follow-up è stata di 22,0 mesi, con variazione annuale della BMD dal basale al follow-up misurata a livello della colonna lombare, del collo del femore e dell’anca totale.

Tra le 50 pazienti in premenopausa all’intervento chirurgico, che rappresentavano il 53% del totale, la BMD è diminuita in modo significativo ogni anno a livello della colonna lombare (-3,45%), del collo femorale (-2,85%) e dell’anca totale (-2,24%). Anche le pazienti in postmenopausa al momento dell’intervento chirurgico hanno anche subito una significativa riduzione annuale della BMD nella colonna lombare (-0,82%) e nel collo femorale (-0,68%), ma non nell’anca totale (-0,18%) . Le quote di donne classificate come affette da osteopenia e osteoporosi prima dell’intervento (41% e 4%, rispettivamente) sono aumentate significativamente dopo l’intervento (54% e 6%, rispettivamente).

Dopo l’intervento chirurgico, c’è stato un aumento significativo della percentuale di donne sottoposte a terapia ormonale (dal 3% al 28%). A questo riguardo, nelle donne in terapia ormonale è stata riscontrata una perdita ossea significativamente inferiore rispetto a quelle non in terapia, a livello sia della colonna lombare (-4,69% vs -2,00%) sia dell’anca totale (-3,21% vs -1,38%).

Commentando le loro scoperte, i ricercatori sottolineano che “alti tassi di perdita ossea confermano l’effetto negativo della perdita istantanea di ormone associata alla menopausa chirurgica: è importante sottolineare che l’effetto dell’uso della terapia ormonale e dei modulatori selettivi del recettore degli estrogeni dev’essere preso in considerazione quando si stabiliscono le linee guida per la gestione di questa popolazione ad alto rischio”.

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