
Vitamina D e complicanze coronariche nella sindrome di Kawasaki
I risultati di uno studio pubblicato su “Pediatric Rheumatology” suggeriscono che il mantenimento di livelli sierici sufficienti di 25(OH)-vitamina D potrebbe influenzare positivamente gli esiti della malattia di Kawasaki (KD).
Zahra Amirsardari e colleghi dell’Università Iraniana di Scienze mediche a Teheran, in Iran, hanno indagato la potenziale correlazione tra i livelli sierici di vitamina D e il rischio di lesioni coronariche (CAL) nella KD conducendo una revisione sistematica degli studi sull’argomento presenti nei principali database di letteratura medico-scientifica. Hanno così selezionato cinque studi, per complessivi 442 pazienti affetti da KD e 594 controlli sani. I pazienti affetti da KD presentavano generalmente livelli sierici di vitamina D più bassi rispetto ai controlli, con risultati contrastanti sull’associazione con le lesioni coronariche e la resistenza all’IVIG (immunoglobuline ev).
L’analisi mostra che tre studi hanno rilevato livelli di vitamina D più bassi nei soggetti con KD, mentre uno non ha mostrato differenze significative. Per quanto riguarda le lesioni coronariche (CAL), uno studio ha riscontrato valori di vitamina D più bassi, un altro ha riscontrato livelli più elevati associati alle CAL e due non hanno rilevato differenze significative.
Nel complesso, le prove sono inconcludenti, ma si evidenzia una tendenza che suggerisce potenziali benefici di livelli adeguati di vitamina D nella malattia di Kawasaki.


