Il metotrexato aggiunto al pegloticase per la gotta incontrollata non influisce negativamente sulla funzione renale, anche in presenza di malattia renale cronica (CKD) allo stadio 3, secondo quanto riferito da Abdul Abdellatif, del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas, alla conferenza Kidney Week 2022 dell’American Society of Nephrology, tenutasi nei giorni scorsi a Orlando, in Florida. Lo rivelano i risultati dello studio RCT MIRROR, che ha incluso pazienti con gotta non controllata, definita come livelli di acido urico sierico pari o superiori a 7 mg/dL, fallimento o intolleranza alla terapia di riduzione dell’urato o 1 o più sintomi di gotta. Lo studio precedente ha dimostrato che il pegloticase somministrato insieme al metotrexato orale rispetto al placebo ha determinato una maggiore percentuale di risposta alla riduzione dell’urato e una minore percentuale di reazioni all’infusione.

Dopo un test di tolleranza al metotrexato di due settimane, gli autori hanno randomizzato 100 pazienti a ricevere pegloticase (infusione bisettimanale di 8 mg) più metotrexato orale (15 mg/settimana) e 52 a ricevere pegloticase più placebo. Un totale di 33 pazienti nel braccio metotrexato (33,3%) e 16 pazienti nel braccio placebo (30,8%) avevano una CKD di stadio 3 (tasso di filtrazione glomerulare stimato [eGFR] 40-59 mL/min/1,73 m2). Lo studio ha escluso i pazienti con un eGFR inferiore a 40 mL/min/1,73 m2.

I pazienti stati quindi sottoposti a un periodo di run-in in cieco di quattro settimane con metotrexato/placebo, seguito da un periodo di 52 settimane di trattamento con pegloticase più metotrexato o placebo. L’endpoint primario dello studio era il tasso di risposta alla riduzione dell’urato durante il mese di trattamento 6. Gli sperimentatori hanno esaminato la variazione media dell’eGFR rispetto al basale.

I dti non hanno mostrato una diminuzione dell’eGFR dopo l’inizio del trattamento con metotrexato orale. Inoltre, le variazioni medie dell’eGFR non sono risultate significativamente diverse tra i bracci metotrexato e placebo. Le analisi di sottogruppo dei pazienti con un eGFR inferiore a 60 e 60 mL/min/1,73 m2 o superiore hanno rivelato risultati simili.