Ai pazienti con lupus eritematoso sistemico (LES) viene raccomandato di evitare la radiazione solare, ma questo ha spesso come conseguenza una carenza di vitamina D nei soggetti con questa condizione. Si tratta di un deficit rilevante, che può avere effetti deleteri sulla modulazione del sistema immunitario e nei processi infiammatori. In un nuovo studio pubblicato su “BMC Rheumatology” da Rosalie Magro, dell’Ospedale Mater Dei di Malta, e colleghi hanno valutato in modo prospettico gli effetti della supplementazione con vitamina D, in termini di attività di malattia, affaticamento ed espressione dei geni indotti dall’interferone.

Nello studio sono stati arruolati 31 pazienti con LES, dei quali 13 con carenza di vitamina D, trattati con una supplementazione di vitamina D3 alla dose di 8000 UI/die per otto settimane, e 18 con insufficienza di vitamina D, trattati con 8000 UI/die per quattro settimane. Al periodo di trattamento è seguito un periodo di mantenimento con 2000 UI/die. Le valutazioni sono state condotte al basale, dopo 6 e 12 mesi per mezzo di interviste, compilazione di questionari ed esami ematici.

Dall’analisi dei dati è emerso un miglioramento dell’attività di malattia, misurata con il Systemic Lupus Erythematosus Disease Activity Index 2000 (SLEDAI-2K; p = 0,028) e dell’affaticamento, misurata con la Fatigue Severity Scale (FSS; p = 0,071) a 12 mesi. Si è evidenziata anche una diminuzione significativa del titolo dell’acido desossiribonucleico a doppio filamento (dsDNA) (p = 0.045). Il punteggio medio di espressione dei geni indotti dall’interferone è diminuito dal basale a sei mesi, tuttavia non è stata raggiunta la significatività statistica (p = 0,165).

Secondo le conclusioni dello studio, la supplementazione con vitamina D in pazienti con LES carenti o insufficienti è risultato associato a un miglioramento nell’attività di malattia e dell’affaticamento: un possibile meccanismo potrebbe essere la soppressione dell’espressione dei geni indotti dall’interferone.

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