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La carenza di vitamina D nei pazienti affetti da spondiloartrite è associata a una maggiore attività infiammatoria, secondo i dati presentati all’incontro annuale dell’American Society for Bone and Mineral Research (ASBMR), tenutosi online dall’11 al 15 settembre 2020.

Si tratta dei risultati di uno studio retrospettivo caso-controllo condotto su pazienti affetti da spondiloartrite che hanno ricevuto un trattamento presso gli ambulatori reumatologici di un ospedale terziario di Ciudad Real, in Spagna, tra il giugno 2018 e il giugno 2019. I livelli di vitamina D sono stati misurati tramite esami clinici di routine. L’attività della malattia è stata determinata utilizzando il Bath Ankylosing Spondylitis Disease Activity Index (BASDAI) e il punteggio DAPSA (Disease Activity in Psoriatic Arthritis). I valori >4 del BASDAI e del DAPSA sono stati considerati rappresentativi di una significativa attività infiammatoria. La regressione logistica è stata utilizzata per determinare l’influenza della carenza di vitamina D sull’attività della malattia e sull’infiammazione.

La coorte di studio comprendeva 115 pazienti con età media 45,97±13,41 anni, tra i quali 64 (56%) erano uomini. Le diagnosi più comuni sono state la spondilite anchilosante (47%), l’artropatia psoriasica (21%) e la spondiloartrite indifferenziata (16%). L’attività media della malattia era un punteggio BASDAI di 4,57±2,35 e un punteggio DAPSA di 12,61±6,76. Nel complesso, il 77,4% dei pazienti aveva una carenza o un’insufficienza di vitamina D.

Nei modelli di regressione, la carenza o l’insufficienza di vitamina D era associata in modo significativo a un punteggio BASDAI o DAPSA >4 (odds ratio [OR], 10). La carenza e l’insufficienza di vitamina D è stata anche associata ad un elevato tasso di sedimentazione degli eritrociti (OR: 2,76).

Secondo i dati raccolti, in conclusione, i livelli di vitamina D possono essere associati a una maggiore attività infiammatoria nei pazienti con spondiloartrite.

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