I pazienti con artrite reumatoide attiva (AR) possono sperimentare un declino più rapido della funzione renale. Lo rivela un nuovo articolo pubblicato sull’“American Journal of Kidney Diseases” da Akira Onishi, dell’Università di Kobe, in Giappone, e colleghi.
Si tratta di uno studio di coorte denominato ANSWER, che comprendeva 2269 pazienti con AR (78,4% donne; età media 61,4 anni) con velocità media di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) al basale era 78,5 mL/min/1,73 m2, in base all’equazione della Società giapponese di nefrologia. I ricercatori hanno valutato il punteggio dell’attività di malattia in 28 articolazioni per ciascun partecipante usando la proteina C-reattiva (DAS28-CRP) durante una mediana di 15,2 mesi.
I dati raccolti sono stati aggiustati per diversi fattori di confondimento, tra cui età, sesso, durata dell’AR, fattore reumatoide,  anticorpi anti-citrullina peptide e uso di farmaci antireumatici modificanti la malattia, farmaci antinfiammatori non steroidei da prescrizione (FANS) e corticosteroidi.

L’analisi mostra che la funzione renale è diminuita in modo significativo di 0,167 mL/min/1,73 m2 più all’anno per ogni unità di aumento di DAS28-CRP. Nei tre livelli di attività di malattia (elevata, moderata e bassa), il declino annuale nell’eGFR è risultato proporzionale: -1,386, -1,04, -0.821 mL/min/1.73 m2 all’anno, rispettivamente.

Anche la remissione dell’AR era associata a un declino dell’eGFR di -0,723 mL/min/1,73 m2 all’anno. L’età più avanzata, l’eGFR più alto al basale e la durata della malattia inferiore a 5,1 anni sono risultato associati più fortemente a un declino dell’eGFR più rapido. Durante lo studio, nessun paziente è morto, ha richiesto un trapianto di rene o ha iniziato la dialisi.

 

Back To Top