Ridurre il dolore e la rigidità, migliorando la capacità funzionale e la forza: sono questi i risultati associati alla stimolazione elettrica neuromuscolare (NMES) nei pazienti affetti da osteoartrosi (OA) del ginocchio, secondo i risultati riportati su “Arthroplasty Today” da Oliver Sax, del Sinai Hospital di Baltimora, negli Stati Uniti, e colleghi.

La ricerca è nata dall’ipotesi che la progressione dell’OA del ginocchio possa essere ritardata migliorando la stabilità dell’articolazione e riducendo con ciò i carichi compressivi sulla cartilagine. Tale obiettivo può essere perseguito rinforzando il quadricipite femorale anche con l’ausilio della NMES, in grado di provocare la contrazione involontaria dei muscoli reclutando più fibre muscolari rispetto ai soli esercizi volontari.

Gli autori hanno condotto uno studio multicentrico, randomizzato, controllato con trattamento sham e in doppio cieco tra ottobre 2019 e giugno 2020, reclutando 156 pazienti con OA del ginocchio assegnati in modo casuale a uno di due gruppi: il gruppo di trattamento NMES (N =106) e il gruppo NMES sham a basso voltaggio (N =50). Alla fine dello studio, 12 pazienti si sono ritirati dal gruppo di trattamento e quattro dal gruppo sham. Un totale di 45 pazienti nel gruppo di trattamento NMES ha completato lo studio, che comprendeva almeno 800 minuti di terapia nel corso di 12 settimane.

Le misure di outcome riferite dai pazienti includevano la scala analogica visiva (VAS), il Western Ontario and McMaster Universities Osteoarthritis Index (WOMAC), il Knee Injury and Osteoarthritis Outcome Score Joint Replacement (KOOS JR) e la Patient Global Impression of Change, raccolti al basale e alle settimane 4, 8 e 12.
Dall’analisi è emerso che il dolore al ginocchio è diminuito nel 64% del gruppo NMES e del 42% del gruppo sham (p =0,029). Il gruppo di trattamento NMES ha superato la differenza minima clinicamente importante (MCID) del 30% per la riduzione del dolore sia sulla scala VAS Nominated Activity (-42,8% vs. -38,6%; p =0,562) sia sulla sottoscala WOMAC pain (-36,8% vs. -26,6%; p =0,038).

Secondo la sottoscala WOMAC stiffness, la rigidità del ginocchio è diminuita nel gruppo NMES più che nel gruppo sham (-44,7% vs. -17,4%; p =0,002), con il 62% del gruppo di trattamento che ha riportato un miglioramento della mobilità articolare rispetto al 56% del gruppo sham (p =0,011).
I pazienti del gruppo NMES hanno riportato miglioramenti nella capacità funzionale rispetto a quelli del gruppo sham, sia sulla WOMAC (-40,1% vs. -24,5%; p =0,029) sia sulle sottoscale funzionali KOOS JR (-39,3% vs. -19,7%; p =0,029).

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