Nelle persone con osteoartrosi della mano, un BMI più elevato è associato a una maggiore gravità del dolore nelle mani, nei piedi e nelle ginocchia/fianchi. Lo rivela uno studio pubblicato su “Arthritis & Rheumatology” da Marthe Gløersen dell’Ospedale di Oslo, in Norvegia, e colleghi.

Si tratta di uno studio, denominato Nor-Hand, che ha coinvolti 281 soggetti con osteoartrosi della mano in cui sono stati misurati diversi parametri clinici: per il dolore alla mano, l’Australian/Canadian Osteoarthritis Hand Index (AUSCAN, range 0-20) e la Numerical Rating Scale (NRS, range 0-10); per il dolore al piede, la NRS (range 0-10); per il dolore a ginocchio e anca il Western Ontario/McMaster Universities Osteoarthritis Index (WOMAC, range 0-20).

Il cambiamento del BMI, quantificato per ogni aumento di 5 unità, è risultato associato a un dolore più grave alle mani (in media l’AUSCAN è aumentato di 0,64), al dolore ai piedi (in media l’NRS è aumentato di 0,65), al dolore al ginocchio/anca (in media il WOMAC è aumentato di 1,31), al dolore generalizzato e alla sensibilizzazione.

Le analisi di mediazione hanno suggerito che l’effetto del BMI sul dolore alle mani e sul numero di articolazioni dolorose totali del corpo era parzialmente mediato dalla leptina e dalla proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP), rispettivamente. Le dimensioni dell’effetto per la mediazione della leptina erano più grandi per le mani che per le estremità inferiori, ma statisticamente significative solo per le mani.

Back To Top