Un basso livello di ormone anti-mülleriano (AMH) può essere un biomarcatore di una significativa perdita ossea durante il passaggio alla menopausa. È quanto emerge dallo Study of Women’s Health Across the Nation (SWAN), uno studio prospettico di coorte condotto in sette siti negli Stati Uniti i cui risultati sono ora illustrati sul “Journal of Bone and Mineral Research” da Arun Karlamangla, dellUniversità della California a Los Angeles e colleghi.
Nel corso della ricerca, 2365 donne di età compresa tra 42 e 52 anni sono state sottoposte a valutazioni della densità minerale ossea (BMD) ogni 1-2 anni fino a un anno dopo l’ultimo periodo mestruale. Al basale sono stati misurati i livelli di AMH.
L’età media della popolazione in studio era di 46 anni; il 54% era in premenopausa, il 45% in perimenopausa precoce e lo 0,1% in perimenopausa tardiva. Al basale, la BMD media della colonna lombare era di 1,08 g/cm2 e quella del collo del femore di 0,85 g/cm2.
Il livello mediano di AMH durante la premenopausa e la perimenopausa combinate era di 106 pg/mL, e il livello mediano di AMH era inferiore al limite inferiore di rilevamento durante la tarda perimenopausa.

Nel modello completamente aggiustato, tra le donne in premenopausa o in perimenopausa precoce, ogni diminuzione del 50% del livello sierico di AMH ha previsto una perdita dello 0,12% (p <0,001) della BMD della colonna lombare e una perdita dello 0,11% (p <0,001) della BMD del collo del femore ogni anno, mentre non sono state osservate associazioni tra il livello sierico di AMH e la BMD tra le donne in perimenopausa tardiva. Inoltre, per ogni diminuzione del 50% del livello sierico di AMH, è stata registrata una perdita continua dello 0,20% (p =0,002) di BMD della colonna lombare nelle donne in premenopausa e una perdita continua dello 0,23% (p <0,001) e dello 0,20% (p <0,001) di BMD della colonna lombare e del collo del femore, rispettivamente, nelle donne in perimenopausa precoce.

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