Il punteggio MBDA (Multibiomarker disease activity) aggiustato è uno strumento efficace per predire la progressione radiografica nei pazienti con artrite reumatoide (AR), secondo i risultati dello studio pubblicato su “Arthritis Research & Therapy” da Jeffrey R. Curtis, dell’Università dell’Alabama a Birmingham, negli Stati Uniti e colleghi.

Gli autori hanno analizzato i dati clinici di 953 pazienti che hanno assunto farmaci antireumatici non biologici e biologici modificanti la malattia raccolti da quattro coorti (OPERA, SWEFOT, Leiden e BRASS) e hanno determinato l’associazione della progressione radiografica per anno con il punteggio MBDA aggiustato, sieropositività e misure cliniche, definendo la progressione radiografica come un tasso di cambiamento nel TSS (Total Sharp Score) >5 U/a.

I dati indicano che il punteggio MBDA aggiustato era il più forte singolo, predittore indipendente di progressione radiografica rispetto alla sieropositività per il fattore reumatoide e/o anticorpi anti-peptide ciclico citrullinato.

In particolare, i ricercatori hanno scoperto che il punteggio MBDA aggiustato era un predittore statisticamente più significativo della progressione radiografica rispetto al TSS al basale e a varie misure di attività dell’AR, tra cui il DAS28-CRP, CRP, conteggio delle articolazioni gonfie, o indici clinici di attività di malattia. Inoltre, quando c’era una discordanza tra il punteggio MBDA aggiustato e le misure di attività di malattia, la frequenza della progressione radiografica corrispondeva più con il punteggio MBDA aggiustato che con tutte le misure di attività di malattia considerate. Nello specifico, la progressione radiografica era rara quando il punteggio MBDA aggiustato era basso, e la frequenza di progressione radiografica era più probabile (13,2%-16,8%) quando il punteggio MBDA aggiustato era alto, indipendentemente dal DAS28-CRP.

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