trombosi trombo

Un predittore di eventi trombotici ricorrenti nella sindrome antifosfolipidica

Nei pazienti affetti da sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS), il rapporto tra monociti e colesterolo lipoproteico ad alta densità (MHR) è un buon predittore di eventi trombotici ricorrenti? L’ipotesi è stata verificata in un recente studio apparso sulla rivista “Rheumatology” da Haruka Moriya, dell’Univeraità dell’Okkaido a Sapporo, in Giappone, e colleghi.

Le evidenze mostrano infatti che l’attivazione dei monociti svolge un ruolo centrale nella patogenesi della trombosi nella (APS) e che il colesterolo HDL sopprime tale attivazione. L’MHR è inoltre un biomarcatore emergente associato all’infiammazione e allo stress ossidativo.

Gli autori hanno condotto uno studio longitudinale retrospettivo che ha coinvolto 107 pazienti con diagnosi di APS. È stato calcolato il rapporto MHR al momento della diagnosi di APS e confrontato tra pazienti con e senza recidiva trombotica successiva. Tra i pazienti che hanno avuto una recidiva, i valori MHR sono stati confrontati tra due intervalli di tempo precedenti l’evento: 0-6 mesi e 6-36 mesi.

L’età mediana [IQR] alla diagnosi era di 46 [31-56] anni, con una durata mediana del follow-up di 14,4 [11,6-17,8] anni. Si sono verificati eventi trombotici ricorrenti in 31 pazienti, di cui 22 arteriosi e 9 venosi. L’MHR alla diagnosi non differiva in modo significativo tra i pazienti con e senza recidiva (5,0 [3,4-8,0] vs. 5,3 [3,5-8,6], p= 0,57). Tuttavia, tra i pazienti con trombosi ricorrente, i valori medi di MHR nei 0-6 mesi precedenti l’evento erano significativamente più alti di quelli misurati 6-36 mesi prima (6,1 [4,3-8,3] vs. 5,1 [3,8-8,6], p= 0,04).

In sintesi, risultati suggeriscono che l’MHR aumenta nei 6 mesi precedenti gli eventi trombotici ricorrenti nei pazienti con APS, indicando che può fungere da biomarcatore dinamico e sensibile al tempo per prevedere la ricorrenza trombotica nell’APS trombotico.