
Sclerodermia, l’importanza di non sottovalutare il coinvolgimento del sistema nervoso centrale
La sclerosi sistemica è una patologia autoimmune cronica caratterizzata da danno vascolare, disregolazione del sistema immunitario e fibrosi. Le alterazioni a livello del microcircolo e la progressiva fibrosi tissutale che coinvolgono la cute, gli organi interni come anche il sistema nervoso centrale e periferico rendono conto della complessità della patologia e influiscono in maniera significativa sulla prognosi dei pazienti che ne sono affetti.
È da tenere in considerazione anche il fatto che nella sclerodermia si manifesta un coinvolgimento macrovascolare e cardiovascolare, compresi danni cerebrovascolari “stroke like”.
A sottolineare l’importanza del coinvolgimento del sistema nervoso centrale e periferico nella sclerodermia è una review di recente pubblicazione apparsa su ACR Open Rheumatology. ln particolare, gli autori sottolineano l’importanza di includere nella valutazione del paziente anche un’analisi neurologica avvalendosi di tecniche di imaging diagnostico avanzate per un’individuazione precoce di un eventuale coinvolgimento del sistema nervoso che potrebbe esporre il paziente a un aumentato rischio di eventi cerebrovascolari.
Il vasospasmo cerebrale rilevabile mediante angiografia così come il riscontro ecografico di un incremento dell’aterosclerosi cerebrovascolare subclinica espongono a un aumento del rischio di ictus.
Inoltre, l’osservazione alla risonanza magnetica (MRI) di ipoperfusione cerebrale insieme ad anomalie di segnale focali o diffuse a livello della sostanza bianca, sono state riscontrate in associazione con un danno microvascolare concomitante rilevabile mediante video-capillaroscopia ungueale suggestivo di sclerodermia.
Infine la presenza di calcificazioni nelle piccole arterie e nelle arteriole in reperti autoptici di tessuto cerebrale di pazienti con sclerodermia rafforza l’ipotesi che la patologia si associ a rimodellamento vascolare cerebrale.
Sulla base delle conoscenze attuali e dei dati di imaging, i soggetti con sclerosi sistemica risulterebbero esposti a un aumento di eventi cerebrovascolari, e pertanto secondo gli autori sarebbero meritevoli di una valutazione neurologica precoce avvalendosi di tecniche avanzate di imaging.


