Il risultato è emerso da un’analisi retrospettiva su pazienti adolescenti

Nei pazienti giovani con spondiloartrite (SpA), la terapia con inibitori del fattore di necrosi tumorale (TNFi) non impedisce l’eventuale sviluppo di anchilosi articolare nonostante una sostanziale riduzione dell’infiammazione. È quanto emerge dai risultati di uno studio pubblicato sulla rivista “Arthritis & Rheumatology” da Timothy Bray, e colleghi dello University College di Londra.

Si tratta di uno studio retrospettivo basato su una ricerca in una banca dati britannica di dati relativi a pazienti adolescenti, di età compresa tra 12 e 23 anni con una diagnosi di artrite associata a entesite con coinvolgimento assiale o spondiloartrite assiale non radiografica. Inoltre, i pazienti inclusi nella coorte (n =29) erano stati trattati con TNFi e avevano segni di sacroileite alla risonanza magnetica (MRI). Gli autori hanno valutato le scansioni delle articolazioni sacro-iliache prima e dopo l’inizio del trattamento con TNFi, analizzando in particolare i risultati di imaging per i marker d’infiammazione e irregolarità strutturali, quali fusione o metaplasia grassa.

Grazie all’analisi statistica, i ricercatori hanno scoperto che i punteggi d’infiammazione erano significativamente ridotti nei partecipanti trattati con TNFi; tuttavia, non è emersa alcuna influenza significativa del momento d’inizio della terapia sui punteggi di infiammazione. Inoltre, hanno riportato che la terapia con TNFi non ha avuto un’influenza significativa sui punteggi per la fusione o la metaplasia grassa.

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