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Mauro Romagnoli, primario del Centro di chirurgia protesica dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, intervistao al convegno su L’anziano fragile,  spiega perchè sono in aumento le richieste e le applicazioni di protesi del ginocchio anche nei pazienti ultraottantenni.

 

La chirurgia ortopedica protesica è una tecnica in itinere e ci sono sempre novità e miglioramenti delle tecniche e dei materiali protesici che utilizziamo con particolare attenzione nel paziente anziano

Le richieste di protesi di ginocchio nei pazienti anziani, over 80, aumentano costantemente per diversi motivi. L’aumento dell’aspettativa di vita, soprattutto nelle donne, genera un aumento delle richieste funzionali dei pazienti che vogliono conservare mobilità, camminare o fare sport senza dolore e avere una vita di relazione non penalizzata. Va aggiunto che anche le condizioni di salute fisica e mentale dei pazienti anziani sono in continuo miglioramento e quindi aumenatno le richieste di un impianto protesico che elimini dolore e limitazione per avere una vita di relazione piena. Infine, negli ultimi anni è aumentata anche la fiducia nei risultati che otteniamo con questo tipo di interventi.

La sicurezza e l’efficienza della protesi sono legate alla qualità della tecnica chirurgica. Sono notevolmente migliorate le tecniche anestesiologiche, da molti anni si usano solo tecniche di anestesia locale, ed è anche diminuita l’invasività dell’intervento. Tecniche chirurgiche che permettono una lesione muscolare e legamentosa durante l’accesso sempre più limitata, rimozione di strutture legamentali e ossee sempre più limitata e utilizzo di protesi mininvasive, cioè protesi che vanno a sostituire solo il segmento usurato senza sostituire nella sua completezza l’articolazione. Da tutto ciò deriva una minore invasività, minori perdite ematiche, immediato recupero della deambulazione, spesso lo stesso pomeriggio dell’intervento, riduzione dell’ospedalizzazione con un recupero fisiatrico immediato. La riduzione dell’ospedalizzazione è la chiave per ridurre le complicanze post operatorie dei pazienti over 80 che rischiano patologie nosocomiali in caso di allettamenti prolungati e lunghe degenze.

Negli ultimi sette anni più su di più di 6000 protesi impiantate nella mia struttura 800 erano erano in pazienti sopra gli 80 anni. Nell’ultimo anno siamo arrivati avere circa un 14% di pazienti over 80 anni e un 3,5% di pazienti over 85 anni.

I numeri sono notevoli e la tecnica che ci permette un recupero della funzionalità immediata e la possibilità di assicurare un paziente per il restante della sua vita una deambulazione corretta e una vita normale è la chiave della richiesta dei pazienti.

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