
Spondiloartrite assiale giovanile, le manifestazioni iniziali dipendono dal sesso biologico
Nei pazienti pediatrici con spondiloartrite giovanile assiale (axJSpA) il sesso biologico sembra influenzare il modo in cui la malattia si manifesta nelle fasi iniziali. In particolare, i maschi presentano più frequentemente segni clinici e radiologici di infiammazione sacroiliaca rispetto alle femmine al momento della diagnosi della malattia assiale. È quanto emerge da un ampio studio multicentrico internazionale, pubblicato sulla rivista “Rheumatology” a prima firma di Adam S Mayer, dell’Università di Filadelfia, negli Stati Uniti, che suggerisce di considerare il sesso come variabile di stratificazione nei futuri studi clinici su questa patologia.
La spondiloartrite giovanile rappresenta un gruppo di malattie infiammatorie che possono interessare precocemente lo scheletro assiale, ma il ruolo del sesso biologico nel determinare le caratteristiche cliniche e radiologiche nei pazienti pediatrici è ancora poco definito. Per approfondire questo aspetto, un gruppo di ricercatori ha analizzato una coorte internazionale di 143 pazienti di età inferiore ai 18 anni con diagnosi di spondiloartrite giovanile e criteri classificativi per axJSpA. Lo studio, di tipo trasversale, ha confrontato manifestazioni cliniche e reperti di risonanza magnetica delle articolazioni sacroiliache al momento della prima diagnosi di coinvolgimento assiale.
Differenze di genere nella spondiloartrite giovanile
Nel campione analizzato, circa due terzi dei pazienti erano maschi. L’analisi dei dati clinici ha evidenziato alcune differenze tra i due sessi: i maschi mostravano più frequentemente positività per l’antigene HLA-B27, rigidità localizzata a livello dell’anca o dell’inguine e livelli più elevati di marcatori infiammatori. Al contrario, non sono emerse differenze significative per quanto riguarda la presenza di artrite periferica, entesite o gli esiti riferiti direttamente dai pazienti, suggerendo che la percezione soggettiva della malattia e le manifestazioni periferiche possano essere simili nei due gruppi.
Le differenze più marcate sono state osservate all’imaging. L’analisi delle risonanze magnetiche delle articolazioni sacroiliache ha infatti mostrato che i pazienti maschi avevano probabilità significativamente più elevate di presentare segni tipici di infiammazione assiale. In particolare, nei maschi erano più frequenti lesioni infiammatorie sacroiliache inequivocabili, edema del midollo osseo e segni di entesite pelvica. Non sono invece emerse differenze tra maschi e femmine per quanto riguarda le lesioni strutturali, suggerendo che la divergenza tra i sessi riguarda soprattutto l’attività infiammatoria nelle fasi precoci della malattia piuttosto che il danno cronico.
Nel complesso, i risultati indicano che nei giovani con axJSpA i maschi tendono a presentare un fenotipo iniziale caratterizzato da una maggiore evidenza di infiammazione sia dal punto di vista clinico sia radiologico. Secondo gli autori, questo dato dovrebbe essere preso in considerazione sia nella pratica clinica sia nella progettazione degli studi futuri. In particolare, la stratificazione per sesso nei trial clinici potrebbe aiutare a comprendere meglio l’evoluzione della malattia e la risposta ai trattamenti nelle diverse popolazioni di pazienti pediatrici.


