
Sieropositività nell’AR: L’impatto di RF e anti-CCP su erosione, flare e mortalità
Un’analisi condotta su un campione di 1373 residenti nel Minnesota (Stati Uniti) con diagnosi di artrite reumatoide (AR), tra il 2003 e il 2019, ha messo in luce correlazioni significative tra il profilo anticorpale dei pazienti e l’andamento della patologia in termini di erosioni, flare e mortalità complessiva.
La ricerca, illustrata sulle pagine della rivista “Arthritis Care & Research” a prima firma di Rebecca T. Brooks, della Mayo Clinic di Rochester, negli Stati Uniti, ha suddiviso i soggetti in quattro gruppi distinti in base alla positività al fattore reumatoide (RF) e agli anticorpi anti-proteine citrullinate (anti-CCP), rivelando che la condizione di doppia sieropositività, riscontrata nel 37% dei casi, è quella maggiormente associata a una progressione radiografica aggressiva e a una maggiore frequenza di riacutizzazioni. Entro il primo anno dalla diagnosi, infatti, il 31% dei pazienti doppio sieropositivi ha manifestato erosioni articolari, e ben il 69% ha subito episodi di flare, evidenziando una severità clinica iniziale nettamente superiore rispetto ai pazienti positivi ai soli anti-CCP.
Rischio di mortalità più alto per i positivi al solo fattore reumatoide
Tuttavia, il dato di maggior rilievo clinico, che merita attenzione anche da parte del neurologo per le implicazioni legate all’infiammazione sistemica cronica, riguarda il rischio di mortalità per tutte le cause. Sorprendentemente, l’incremento più marcato del rischio di decesso non è stato osservato nei pazienti doppio sieropositivi, bensì in coloro che risultavano positivi esclusivamente al fattore reumatoide. Per questo sottogruppo, il rischio di mortalità è risultato superiore di oltre due volte rispetto ai pazienti sieronegativi (aHR: 2.18), superando sensibilmente l’incremento del 50% registrato nei soggetti doppio positivi. Al contrario, nei pazienti positivi ai soli anti-CCP, l’aumento della mortalità non è risultato statisticamente significativo.
Queste evidenze suggeriscono che la presenza del solo RF possa essere un indicatore critico di infiammazione sistemica che richiede un trattamento farmacologico mirato non solo per il controllo articolare, ma soprattutto per ridurre la mortalità del paziente. Per lo specialista neurologo, questi dati sottolineano la necessità di considerare il profilo sierologico del paziente con AR come un segnale d’allarme per potenziali complicanze sistemiche derivanti da una flogosi non adeguatamente controllata. È opportuno precisare che, sebbene i dati statistici provengano dalle fonti fornite, le considerazioni specifiche sulla pertinenza per la pratica neurologica rappresentano un’integrazione volta a contestualizzare lo studio per il suo pubblico e potrebbero richiedere ulteriori verifiche indipendenti.


