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L’osteoartrosi dell’anca non aumenta il rischio di artrite infiammatoria indotta da checkpoint inibitori (ICI-IA)

L’impiego degli inibitori dei checkpoint immunitari (ICI) ha rivoluzionato il trattamento delle neoplasie toraciche, ma ha anche introdotto una serie di eventi avversi immuno-correlati, tra cui l’artrite infiammatoria (ICI-IA). Un recente studio, pubblicato sul “Journal of Rheumatology” da Rebecca Fitzpatrick, della Johns Hopkins University, e colleghi, ha cercato di determinare se l’osteoartrosi (OA) dell’anca preesistente possa fungere da fattore di rischio per lo sviluppo di questa complicanza reumatologica.

La ricerca ha coinvolto una coorte di 309 pazienti trattati per tumori toracici, valutando la presenza di OA dell’anca tramite scansioni TC dell’addome e della pelvi effettuate entro un mese dall’inizio della terapia con ICI. I pazienti con un grado di Kellgren-Lawrence pari o superiore a 2 sono stati classificati come affetti da OA.
I risultati principali hanno evidenziato che l’incidenza cumulativa di ICI-IA è stata di 54,8/1000 anni-persona. Inoltre, non è stata riscontrata un’associazione significativa tra l’osteoartrosi dell’anca derivata da TC e lo sviluppo di ICI-IA (p= 0,78; HR: 1,24). Al contrario, un indice di massa corporea (BMI) più elevato è risultato associato a un rischio significativamente inferiore di sviluppare ICI-IA (HR: 0,93, p= 0,049).

Un dato di particolare interesse clinico riguarda la sopravvivenza globale dei pazienti. Sebbene lo stato di OA non abbia influenzato la sopravvivenza, lo studio ha confermato che lo sviluppo di ICI-IA è associato a una minore mortalità (HR 0,59, p=0,02). Inoltre, una migliore sopravvivenza è stata osservata nei pazienti con BMI più elevato (HR: 0,97), mentre, come previsto, uno stadio tumorale più avanzato è risultato correlato a una prognosi peggiore (HR: 1,61).

In conclusione, l’osteoartrosi dell’anca preesistente non sembra essere un biomarcatore predittivo per l’insorgenza di artrite infiammatoria indotta da ICI in pazienti con tumore del polmone. Tuttavia, la comparsa di ICI-IA si conferma come un potenziale indicatore di una migliore risposta clinica e sopravvivenza nel contesto della terapia con checkpoint inibitori.