ginocchio-artrosi

I cambiamenti strutturali del ginocchio rilevati precocemente dalla RM

I primi cambiamenti strutturali del ginocchio rilevati dalla risonanza magnetica (RM) — più frequenti nell’articolazione femoro-rotulea — sono comuni nell’arco di 6 anni tra gli adulti di mezza età con ginocchia di grado 0 secondo la classificazione di Kellgren-Lawrence (KL) e sono solo leggermente accentuati nei ginocchi con fattori di rischio di osteoartrite (OA) al basale, secondo i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista “Osteoarthritis and Cartilage” a prima firma di Karin Magnusson, dell’Università di Lund, in Svezia.

In 340 individui dell’Osteoarthritis Initiative di età compresa tra 45 e 55 anni (51% donne) con 430 ginocchi a rischio di OA e 250 non a rischio, gli autori hanno valutato le scansioni MRI di entrambe i ginocchi utilizzando il sistema MRI OA Knee Score. Una variazione di una caratteristica dal basale a 6 anni è stata definita come un aumento ≥1 grado in ≥1 sottoregione. Hanno poi confrontato il rischio di cambiamenti strutturali tra i compartimenti del ginocchio e in base allo stato di rischio utilizzando il metodo statistico della regressione di Poisson a effetti misti.

Dall’analisi dei dati raccolti, è emerso che i cambiamenti alla risonanza magnetica nell’arco di 6 anni erano comuni, con l’89% delle persone (76% dei ginocchi) che mostrava un aumento del danno alla cartilagine, il 50% (37%) degli osteofiti, il 75% (57%) delle lesioni del midollo osseo (BML) e il 28% (18%) dei danni al menisco.

I cambiamenti erano più comuni nell’articolazione patellofemorale, con rapporti di rischio (RR) rispetto all’articolazione tibiofemorale laterale di 2,4 (IC al 95%: 1,9-3,0) per il danno alla cartilagine, 1,3 (IC al 95%: 1,2-1,5) per gli osteofiti e 2,8 (IC al 95%: 2,3-3,4) per le BML. Il rischio di danno meniscale nella TF mediale era più elevato rispetto alla TF laterale (RR 2,8; IC al 95%: 1,9-4,1).

Lo stato di rischio del ginocchio era associato a un aumento del rischio di danno meniscale (RR 1,8; IC al 95%: 1,2-2,7), ma in misura minore ai cambiamenti nel danno cartilagineo, negli osteofiti o nelle BML.