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La SIOT presenta le Linee Guida per l’uso corretto dei social

La Società italiana di ortopedia e traumatologia (SIOT) ha presentato le prime Linee Guida per l’uso corretto dei social media da parte degli ortopedici con l’obiettivo di combattere le fake news e tutelare pazienti e pubblico

Fabrizio Rivera, direttore della Struttura Complessa Ortopedia Ospedale Savigliano-Saluzzo (CN) e Editor in Chief JOOT Journal of Orthopaedics and Traumatology, spiega:

Lo scopo delle linee guida è di vigilare sulla correttezza e sulla veridicità delle informazioni diffuse dagli ortopedici, per proteggere pazienti che spesso si trovano in condizioni di vulnerabilità e in cerca di soluzioni rapide. È molto facile, soprattutto sui social, far passare messaggi ingannevoli.

Quali comportamenti ritenete prioritari affinché tutti i medici, non solo gli ortopedici, preservino fiducia, privacy e correttezza nei confronti dei pazienti nell’ecosistema digitale?

“Prima di tutto, occorre rispettare le norme etiche e legislative già esistenti. La SIOT scoraggia l’uso dei social generalisti per comunicare informazioni di tipo medico: sono ambienti saturi di contenuti non verificati e potenzialmente fuorvianti. Il paziente, in un momento delicato della propria salute, non ha bisogno di ulteriore confusione.
Il secondo punto critico è la trasparenza. La normativa pubblicitaria impone di comunicare complicanze ed effetti collaterali, ma spesso questo non viene fatto. Molti professionisti promuovono la propria attività mostrando solo i successi, trascurando gli eventuali rischi: una pratica profondamente scorretta che può danneggiare il paziente, soprattutto quando si verifica una complicanza, evento sempre possibile, perché la chirurgia non è matematica. Anche per questi motivi la SIOT raccomanda prudenza e correttezza, ricordando che un’informazione parziale è già, di fatto, un’informazione ingannevole”.

In che modo le nuove linee guida SIOT potrebbero diventare un modello replicabile anche da altre specialità, contribuendo a un ambiente informativo più affidabile per i professionisti sanitari?

“Molte società scientifiche hanno già elaborato linee guida simili: circa l’80–85% dei contenuti è sovrapponibile. La parte rimanente riguarda aspetti specifici della disciplina: per noi ortopedici, ad esempio, si tratta della promozione della chirurgia; per anestesisti e rianimatori, della comunicazione sui rischi farmacologici. Il modello SIOT può quindi essere adattato e replicato, con opportune personalizzazioni, da tutte le specialità che vogliano tutelare la qualità dell’informazione sanitaria”.

Le linee guida SIOT prevedono una Commissione che può segnalare le violazioni agli Ordini professionali. Qual è l’obiettivo principale di questo meccanismo? Favorire un uso più responsabile dei social, prevenire rischi legali o garantire una migliore qualità dell’informazione?

“L’obiettivo principale è promuovere una comunicazione corretta e responsabile. La finalità non è punitiva: i metodi meramente sanzionatori funzionano poco, anche perché c’è una vasta “zona grigia” di comunicazioni ambigue, difficili da classificare e spesso non perseguibili. Il documento SIOT è stato redatto insieme ad uno Studio legale analizzando tutta la normativa vigente: da un punto di vista giuridico è solido. La nostra Commissione riceve segnalazioni dai soci, le valuta e, se necessario, le inoltra all’Ordine competente, che ha il dovere di intervenire. Non si tratta solo di proteggere i pazienti, che è sempre la priorità, ma anche di tutelare la categoria medica da comportamenti scorretti di pochi che rischiano di mettere in cattiva luce tutti”.