Centoventi chilometri a piedi sono sicuramente una sfida impegnativa per chiunque. Lo sono a maggior ragione per una persona con spondilite anchilosante. Eppure Giorgio, affetto dalla malattia, ha deciso di affrontarla con lo zaino in spalla, lungo la cosiddetta Via degli Dei, da Bologna a Firenze, nell’ambito dell’iniziativa “Passi di Salute”, con il sostegno di Novartis e il patrocinio di diverse associazioni di pazienti, quali ANMAR (Associazione Nazionale Malati Reumatici), APMARR (Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare) ALOMAR (Associazione Lombarda Malati Reumatici), AMRER (Ass. Malati Reumatici Emilia Romagna), ATMAR (Associazione Toscana Malati Reumatici) e ONDA (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere).

L’obiettivo dichiarato è di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa patologia che soffre ancora di un notevole ritardo nella diagnosi, stimato in circa 7-8 anni di media, con notevoli ripercussioni sulla qualità di vita. Solo un corretto inquadramento diagnostico e terapeutico consente invece un recupero di funzionalità, che si può tradurre in traguardi impensabili come quello che si è posto Giorgio.

Uno dei punti focali della nuova campagna è portare l’attenzione sul mal di schiena, sintomo che con la dovuta informazione può rivelare precocemente casi di spondiloartrite.

Carlo Selmi, responsabile dell’unità operativa di Reumatologia e Immunologia clinica dell’Istituto Humanitas di Milano e professore ordinario di Medicina interna della Humanitas University, ha spiegato:

Ancora troppo spesso il mal di schiena viene erroneamente confuso con un dolore collegato all’età, quando invece nella sua forma infiammatoria riguarda soprattutto giovani – più spesso maschi – nel pieno della vita lavorativa: infatti, tra i problemi dei pazienti che soffrono di mal di schiena infiammatorio sicuramente la difficoltà di arrivare a una diagnosi rappresenta uno dei maggiori ostacoli e, spesso, questa arriva dopo che la malattia ha già causato danni irreparabili.”

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