La stretta aderenza a regimi dietetici salutari è associata a una diminuzione del rischio di gotta incidente del 12-32%, percentuale che raggiunge il 65-68% mantenendo il peso forma e non usando diuretici. È questo il risultato, riferito sulla rivista “JAMA Internal Medicine”, di un ampio studio prospettico di coorte condotto da ChioYokose e colleghi della Harvard Medical School di Boston, negli Stati Uniti.

Gli autori hanno considerato i dati di più di 80mila donne che hanno partecipato al Nurses’ Health Study, seguite dal 1984 con questionari compilati ogni due anni fino al 2018. Sono stati considerati quattro modelli di alimentazione sana: DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), AMED (Alternate Mediterranean Diet Score), AHEI (Alternative Healthy Eating Index) e “dieta prudente”, messi a confronto con il più malsano regime occidentale.

Durante 34 anni di followup, sono stati documentati 3890 casi di gotta femminile incidente. Dai dati raccolti è emerso che, rispetto al quintile meno aderente, le donne più aderenti alle diete sane avevano un rischio significativamente più basso di gotta incidente, con hazard ratio (HR) aggiustati multivariabili di 0,68 per la dieta DASH, 0,88 per la dieta mediterranea, 0,79 per la dieta AHEI e 0,75 per la dieta prudente (tutti p per tendenza ≤0,009). Al contrario, le donne con il punteggio più alto del quintile della dieta occidentale avevano il 49% in più di rischio di gotta (HR: 1,49; p <0,001).

Più nello specifico, le donne più aderenti alla dieta DASH con un normale indice di massa corporea avevano un rischio inferiore del 68% di gotta rispetto alle donne meno aderenti con BMI sovrappeso o obese; la riduzione del rischio corrispondente era del 65% combinando un’alta aderenza alla dieta DASH senza uso di diuretici.

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