L’edizione 2021 della Robotic Rehabilitation Summer School, l’appuntamento scientifico dell’European Society of Physical & Rehabilitation Medicine, lancia un network europeo che approfondirà i temi legati alla riabilitazione nell’età evolutiva con l’ausilio di apparecchiature robotiche.

La “Robotic Rehabilitation European Community”, è costituita da un gruppo selezionato di circa 250 esperti in riabilitazione che utilizzano apparecchiature tecnologiche e robotiche in riabilitazione in 25 Paesi europei ed extra Europei. La collaborazione internazionale tra i vari centri di riabilitazione europei permette agli esperti di condividere dati e informazioni, esperienze e progetti di ricerca e mantenersi in costante aggiornamento condiviso.

L’obiettivo è quello di definire innovativi standard e offrire ai pazienti i più alti livelli di cura scientificamente riconosciuti: protocolli, linee guida e best practice saranno accessibili anche ai decisori della politica sanitaria, alle associazioni di pazienti e cittadini con l’obiettivo di ampliare l’offerta di cura riabilitativa per tutti.

L’evento scientifico, promosso e ospitato dal gruppo Santo Stefano Riabilitazione ha riunito oltre 45 relatori provenienti da Centri dove operano in team con fisiatri, pediatri, neurologi, psichiatri, neuropsicologi, psicoterapisti, e terapisti occupazionali. Partecipano alla Scuola 120 studenti, selezionati dalle società scientifiche di riabilitazione dei rispettivi Paesi.

Alessandro Giustini, direttore dell’Ospedale San Pancrazio di Arco (Trento), membro del comitato scientifico del Gruppo Santo Stefano Riabilitazione e responsabile scientifico della Robotic Rehabilitation Summer School commenta:

Quello della riabilitazione robotica è un ambito in continua evoluzione che richiede un aggiornamento costante. La condivisione delle principali novità è necessaria ai fini della validazione dei nuovi strumenti nei vari ambiti della riabilitazione: recupero del cammino, mobilità degli arti superiori ed inferiori, postura e riabilitazione del linguaggio. Molto importante è poi che questo anno sia stato possibile, nonostante le limitazioni legate alla pandemia, realizzare questa edizione della Scuola Europea per affrontare il tema della riabilitazione nell’età evolutiva, anche con utilizzo di dispositivi avanzati e robotici, che spesso purtroppo è molto poco sviluppata e qualificata, pur essendo un grande ambito di bisogni e criticità gravi e numericamente crescenti in ambito neuro-motorio, cognitivo e comportamentale”.

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