Il rischio aumenta con l’assunzione di prednisone

Il trattamento con corticosteroidi è un importante fattore predittivo di osteonecrosi nei pazienti con lupus eritematoso sistemico (LES): il risultato è emerso da uno studio pubblicato su “Arthritis Care & Research” da Romy Kallas della Johns Hopkins University School of Medicine e colleghi.
Gli autori hanno analizzato i dati della Hopkins Lupus Cohort, una coorte longitudinale di pazienti con LES afferenti al Johns Hopkins Hospital, verificando, in particolare, l’incidenza di osteonecrosi, diagnosticata sulla base del Systemic Lupus International Collaborating Clinics/American College of Rheumatology (SLICC/ACR) Damage Index, e la presenza di possibili fattori di rischio, con un modello statistico multivariato.
Tra i 2428 pazienti inclusi nell’analisi, sulla base di un follow-up totale di 224.295 mesi-persona (circa 18.691 anni-persona). Durante il follow-up, si è verificato un totale di 122 eventi incidenti di osteonecrosi, con un tasso di incidenza di 6,5 per 1000 anni-persona.
Dall’analisi statistica, è emerso che gli afroamericani avevano un rischio di osteonecrosi doppio rispetto ai caucasici. I maschi e i fumatori avevano l’80% e il 50% di rischio in più di osteonecrosi rispetto alle donne e ai non fumatori, rispettivamente.

Ogni 10 anni di aumento dell’età della diagnosi, si evidenzia una riduzione del 20% del rischio di osteonecrosi. Inoltre, i pazienti diagnosticati dopo gli anni novanta avevano un rischio ridotto della metà circa rispetto a quelli diagnosticati prima degli anni novanta.

Per quanto riguarda il rischio da assunzione di corticosteroidi, una dose giornaliera di prednisone di 20-39 mg o superiore, se somministrata per più di un mese, o una dose giornaliera di prednisone di 40 mg o superiore, anche se somministrata per un mese, aumentava significativamente il rischio di osteonecrosi.

 

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