Nuove evidenze emergono dall’analisi di scansioni di risonanza magnetica

I pazienti con spondiloartrite periferica (pSpA) precoce hanno un carico infiammatorio superiore a quello ipotizzato finora, secondo uno studio pubblicato sugli “Annals of the Rheumatic Diseases” da Thomas Renson, dell’Università di Ghent, in Belgio.
I ricercatori hanno valutato nelle scansioni di risonanza magnetica di pazienti con pSpA precoce il coinvolgimento assiale e la possibilità che l’infiammazione assiale fosse predittiva di una ricaduta al momento della sospensione del trattamento.
Un totale di 56 partecipanti affetti da pSpA precoce, attiva e di recente diagnosi, coinvolti nello studio monocentrico, in doppio cieco, controllato con placebo, denominato Clinical Remission in Peripheral Spondyloarthritis (CRESPA), è stato sottoposto a risonanza magnetica delle articolazioni sacroiliache e della colonna vertebrale prima dell’inizio della terapia con il TNFi golimumab. Il trattamento è stato sospeso ed è stata condotta una seconda risonanza magnetica in occasione di una remissione clinica sostenuta di pSpA.
L’edema del midollo osseo (BME) è stato valutato con la tecnica dello Spondyloarthritis Research Consortium of Canada (SPARCC), e questi punteggi sono stati poi confrontati con quelli di un gruppo con SpA assiale, la Belgian Arthritis and Spondylitis Cohort. Tutte le lesioni strutturali sono state valutate con un metodo simile. Inoltre, i ricercatori hanno esaminato il soddisfacimento della definizione dell’Assessment of Spondyloarthritis International Society (ASAS) di risonanza magnetica positiva per la sacroileite, e hanno utilizzato il sistema di punteggio Canada-Denmark MRI per la colonna vertebrale, al fine di valutare tutte le immagini della colonna vertebrale per BME e lesioni strutturali.

Complessivamente, al basale il 36% dei pazienti aveva BME delle articolazioni sacroiliache, tutti rispondenti alla definizione ASAS di sacroileite. Non è stata rivelata alcuna relazione con il mal di schiena. Le lesioni strutturali dell’articolazione sacroiliaca sono state osservate nel 21% dei partecipanti allo studio. Inoltre, la BME spinale era limitata, con bassi punteggi mediani di infiammazione e nessun paziente con cinque o più lesioni infiammatorie.
Alla remissione clinica, è stata osservata una riduzione significativa dei punteggi SPARCC dell’articolazione sacroilica con la terapia con inibitore del TNF tra i partecipanti con BME dell’articolazione sacroiliaca al basale (P = 0,041). Non sono state osservate differenze significative nei punteggi SPARCC per l’articolazione sacroiliaca tra i pazienti che hanno avuto una ricaduta e quelli che sono stati mantenuti in remissione senza farmaci dopo l’interruzione del trattamento (p =0,51).

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