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Scoperta una correlazione da una survey su 8700 donne in postmenopausa

Una storia di cadute, in particolare di cadute con ferite, è predittiva di successive fratture nelle donne in postmenopausa, secondo uno studio recentemente pubblicato su “Osteoporosis International” da Nadia Afrin, dell’Università della Finlandia orientale a Kuopio, e colleghi. Nello studio, gli autori hanno analizzato i dati di 8.744 donne in postmenopausa (età media di 62,2 anni) intervistate al basale nel 1999 e successivamente nel 2004.

Dall’analisi delle risposte fornite al basale, è emerso che il 19,4 per cento delle donne aveva avuto una caduta nei 12 mesi precedenti. Le cadute includevano 812 cadute dovute a una scivolata, 654 non dovute a scivolata, 379 cadute con ferite e 1.308 cadute senza conseguenze. Durante il follow-up, 811 donne (9,3 per cento) sono andate incontro a una frattura; di queste pazienti, 431 hanno subito fratture osteoporotiche maggiori e 380 altre fratture.

Dall’analisi statistica dei dati raccolti, le donne con cadute precedenti avevano un rischio di fratture successive maggiore rispetto alle donne senza cadute precedenti, con un odds ratio pari a 1,41 per le cadute di qualunque tipo, 1,43 per le cadute dovute a scivolate e 1,35 per le altre cadute. Significativo anche il potere predittivo delle precedenti cadute con ferimento, con un odds ratio di 1,64, decisamente elevato, in particolare, per le fratture diverse dalle osteoporotiche maggiori (OR, 1,86), mentre è risultato più limitato per le fratture osteoporotiche maggiori (OR, 1,37). Precedenti cadute senza ferimento hanno aumentato anche il rischio di future cadute (OR, 1,36). I risultati sono simili anche dopo aggiustamenti per altri fattori.

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