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Le associazioni di categoria si propongono come punto di riferimento per la riabilitazione

L’esperienza di questi ultimi mesi non lascia dubbi: le conseguenze del COVID-19 possono essere pesanti per il sistema neurologico e muscoloscheletrico, oltre che per l’apparato respiratorio e cardiocircolatorio, a qualunque età e per qualunque condizione fisica di partenza. È quindi necessario prevedere un supporto per favorire il ritorno all’autonomia dei pazienti guariti, che veda i fisioterapisti come attori principali.

È questo in sintesi il contenuto di una lettera indirizzata all’Assessore regionale alla Sanità Gallera dalle Commissioni lombarde di Albo dei Fisioterapisti ARIR e AIFI, insieme ai consigli direttivi dei sette Ordini dei Tecnici sanitari di Radiologia medica e delle Professioni sanitarie tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione della Lombardia (TSRM PSTRP).

La proposta dei fisioterapisti è di poter mettere al servizio dei cittadini le loro conoscenze di professionisti sanitari competenti, con l’obiettivo di riportare le persone a una qualità di vita famigliare, affettiva, sociale, lavorativa e sportiva equivalente alle condizioni precedenti la malattia (o nei casi di residue disabilità al livello qualitativamente migliore possibile).

Per la fase delicata del recupero, si legge ancora nel documento, è impensabile che ci si possa affidare solo alla buona volontà dei singoli e dei loro familiari, che spesso non hanno risorse adeguate o ricevono indicazioni generiche, incomplete, improvvisate o addirittura dannose dalle fonti più disparate.

È quanto mai necessario valutare e monitorare nel tempo le condizioni suscettibili di intervento fisioterapico, con particolare attenzione agli aspetti cardio-respiratori, e prevedere per chi lo necessita programmi individualizzati di fisioterapia al domicilio, anche con l’utilizzo dei sistemi di consulenza e monitoraggio in remoto.

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