Gli uomini mostrano disturbi più gravi rispetto alle donne

Secondo i risultati di uno studio pubblicato su “BMC Nephrology”, le manifestazioni cliniche di coinvolgimento renale in soggetti con spondilite anchilosante possono essere più gravi negli uomini che nelle donne, nonostante una prevalenza di insufficienza renale cronica simile tra i due sessi. Wenling Ye e colleghi del Peking Union Medical College Hospital hanno analizzato retrospettivamente i dati di pazienti cinesi con spondilite anchilosante (n= 616) che hanno ricevuto cure presso il loro centro tra gennaio 2002 e maggio 2018.

I dati includevano informazioni dettagliate riguardanti l’artrosi periferica, le manifestazioni extra-articolari, le comorbilità, i farmaci assunti dai pazienti, l’esame fisico e i risultati degli esami di laboratorio. L’insufficienza renale è stata definita sulla base della Kidney Disease Outcomes Quality Initiative. I pazienti sono stati seguiti fino a giugno 2019 o fino a quando non hanno raggiunto l’outcome primario della mortalità per tutte le cause, il raddoppio della creatinina sierica di base, e/o l’inizio della dialisi.

La disfunzione renale è stata osservata nel 5,4% dei pazienti (n=33), con una prevalenza del disturbo pari al 6,2% negli uomini e del 2,7% nelle donne. Rispetto alle donne, gli uomini presentavano ematuria microscopica meno frequente, proteinuria più comune e tassi di filtrazione glomerulare stimati più bassi.

Inoltre, i pazienti di sesso maschile affetti da insufficienza renale avevano, rispetto ai non affetti, più probabilità di avere iperuricemia e ipertensione, più alti livelli di colesterolo totale e trigliceridi, più bassa albumina sierica e più alti valori di velocità di eritrosedimentazione. Tra le donne, l’insufficienza renale è risultata associata in modo indipendente all’iperuricemia e al colesterolo totale.

 

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