Valuta la qualità dell’osso e il rischio di frattura in modo non invasivo

Circa 75 milioni di persone affette in tutto il mondo, quattro milioni solo nel nostro Paese, esposte al rischio di fratture per traumi anche banali. E sono numeri destinati inevitabilmente ad aumentare con l’invecchiamento progressivo della popolazione e a riflettersi sulla sostenibilità del Sistema sanitario. L’allarme è stato lanciato il 20 ottobre scorso in occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi dall’International Osteoporosis Foundation.

È in questo contesto che è nato BES TEST un innovativo strumento di diagnosi progettato e realizzato dalla startup triestina M2TEST.

Si tratta di un test non invasivo per monitorare l’osteoporosi valutando la qualità dell’osso e il rischio di frattura, mediante la simulazione di carichi applicati su una biopsia virtuale ottenuta da un’immagine radiografica.

Grazie a una bassa quantità di radiazioni emesse, il test può essere effettuato a intervalli regolari più frequenti rispetto ad altre metodiche, anche a partire dai 30 anni di età, in modo da seguire nel tempo il rischio e porre una diagnosi precoce e infine l’efficacia di trattamenti farmacologici nei pazienti in cui la patologia è già in corso.

“Credo che far resistere le strutture sia un desiderio innato negli ingegneri e una costruzione complessa e organizzata come quella dell’architettura interna dell’osso rende la sfida ancor più affascinante”, ha spiegato Francesca Cosmi, inventrice di BES TEST e cofondatrice di M2TEST. “In un materiale così articolato, il calo della massa ossea, come è misurato dagli strumenti comunemente in uso, non basta da solo per spiegare tutte le fratture osteoporotiche. Su queste basi ho deciso di approfondire il problema della valutazione del rischio. Migliorare la conoscenza della situazione specifica del paziente richiede di studiare anche la complessa struttura trabecolare all’interno dell’osso essendo la prima spia delle alterazioni ossee. È così che è nato il BES TEST”.

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